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Allenarsi ad improvvisare: seguire la propria originalità

Prima o poi tocca a tutti.
Chiunque abbia giocato a Monopoli sa che almeno una volta dovrà pescare la carta degli Imprevisti, che non ti dà quasi mai buone notizie, anzi, un po’ ti mette in difficoltà.

Non è già abbastanza sfidante giocare in un circuito in cui da un momento all’altro ti puoi riempire di debiti e sei costretto a mettere all’asta le tue proprietà, sperando che il tuo prossimo lancio di dadi ti faccia passare più velocemente al via a ritirare la “paghetta”, o ti faccia saltare le caselle da evitare?

Così come nel gioco, anche nella vita ci capita di pescare la carta degli Imprevisti, con effetti e conseguenze più o meno rilevanti ed è questo il tema di cui ti voglio parlare oggi.

Mi sono trovata spesso ad ascoltare le storie di persone a cui è capitato qualcosa di inaspettato e di trovare in esse una grande capacità di reazione, di inventiva e di gestione delle situazioni. Anche di improvvisazione.

E soprattutto in questi giorni riflettevo su quanto le persone, in quello che mi stavano raccontando, avessero posto la loro attenzione su un grande punto centrale: la relazione con gli altri e l’energia del gruppo, tanto più in questo momento così particolare, in cui le occasioni per essere fisicamente vicini si sono ridotte considerevolmente.
Nel momento in cui stavano reagendo a qualcosa, si occupavano anche di entrare in connessione con altre persone e di trasformare quel momento in un’occasione di crescita personale e di gruppo.

Per questo mi fermo ora a parlarti dell’improvvisazione, una delle capacità più creative che possiamo sviluppare per far crescere la nostra reattività e aumentarne l’immediatezza, nonché un vero e proprio paracadute per ogni eventualità.

Improvvisare ci mette in contatto con noi stessi, con la nostra originalità, che non ha niente a che fare con la fantasia, il bizzarro, l’inventiva o il genio, ma a che fare con la nostra energia e la nostra anima, con la nostra parte meno razionale. Improvvisare ci mette anche in relazione con le persone che coinvolgiamo, nelle quali suscitiamo le emozioni che noi stessi trasmettiamo.

Cosa è utile sapere quando si improvvisa?

Ci sono delle regole! Può sembrarti un controsenso parlare di improvvisazione e di regole allo stesso tempo, ma tutto questo ha motivo di essere preso in considerazione e lo vedremo tra poco.
Inoltre non si nasce improvvisatori, o quantomeno non si ottengono buoni risultati se la capacità di improvvisazione non viene coltivata.

Come si può allenare la capacità di improvvisazione?

Quando si improvvisa è fondamentale conoscere la “materia”, un po’ come, per i musicisti, conoscere il palcoscenico, gli strumenti, gli elementi, le teorie e le tecniche alla base della musica. È l’ambito in cui ti esprimi che ti dà le regole!
È altrettanto importante mettersi in contatto con se stessi, come dicevamo: ascoltarsi e prendere consapevolezza di quello che si sta facendo e si sta vivendo.
E infine occorre accordarsi, connettersi con il mondo circostante, nel “qui e ora”, intuendo e comprendendo il bisogno degli altri, osservando, mettendo da parte le soluzioni.

Mi viene in mente un episodio che per ha significato molto ed è stato di ispirazione per i momenti in cui mi sono trovata l’imprevisto alla porta. Te lo voglio condividere.

Immagina ora un palcoscenico, le luci soffuse, una band di musicisti, un pubblico in attesa. Iniziano a suonare e le prime note si diffondono nell’aria. Una donna entra sul palco e il pubblico applaude. La riconoscono, sanno che farà un’esibizione spettacolare. Le aspettative sono alte.
La donna inizia a cantare e dopo pochi secondi, dopo la prima strofa…le parole le sfuggono. La memoria le fa un brutto scherzo. Ma lei non si ferma e improvvisa, con ironia e divertimento.
Il pubblico risponde entusiasta. È completamente rapito da questa performance.
Ne esce fuori un capolavoro di improvvisazione che le varrà il Grammy Award.
Era il 1960. E lei era Ella Fitzgerald in Mack the Knife.

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